
Introduzione al trading
Investire e operare a breve termine sono due mestieri diversi che condividono gli stessi strumenti. Questa guida chiarisce la differenza, presenta i cinque comparti Apollo e spiega come si forma il prezzo che vedi sul terminale.
Investire o operare?
L'investitore compra un'attività perché ne stima il valore nel tempo e accetta oscillazioni ampie. Chi opera a breve sfrutta movimenti di ore o giorni con rischio definito per ogni singola posizione. La differenza pratica è l'orizzonte: cambia il dimensionamento, la frequenza e soprattutto quanto conta il costo di transazione.
I cinque comparti
Cripto (24/7, volatilità alta, leve da 1:10 a 1:30), forex (24/5, spread ridotti, leve da 1:10 a 1:500), materie prime (sessioni future, sensibili a scorte e geopolitica), azioni (orario di borsa, guidate da utili e guidance) e indici (esposizione a un intero paniere con un solo strumento).
Orari e liquidità
La liquidità non è costante: sul forex il picco è nella sovrapposizione Londra-New York, sulle cripto il fine settimana è più sottile, sulle azioni l'apertura e l'ultima mezz'ora concentrano i volumi. Operare fuori dalle finestre liquide significa spread più larghi e riempimenti peggiori.
Come nasce il prezzo
Apollo aggrega i prezzi dai provider di riferimento di ogni comparto e mostra bid e ask separati. Il grafico usa il mid price, l'ordine viene eseguito su bid o ask: da qui la differenza fra quello che vedi e quello che paghi.
EUR/USD con bid 1,1643 e ask 1,1645: lo spread è di 2 pip. Su un nozionale di 10.000 € il costo implicito d'ingresso è circa 1,7 €.
